Musica - Cultura dei sogni

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LA FORZA DEL DESTINO

Trama
Atto I
Donna Leonora di Vargas  e don Alvaro, meticcio, per evitare l’opposizione al loro matrimonio del padre di lei, il marchese di Calatrava , si preparano a fuggire nottetempo da Siviglia. L’arrivo di Alvaro le fa svanire gli ultimi dubbi, ma i due vengono sorpresi dal marchese, che rinnega la figlia e ordina ai servi di arrestare il giovane. Questi, proclamandosi unico colpevole, si dichiara pronto a subire la punizione del marchese e getta a terra la pistola, da cui parte un colpo che uccide il vecchio.
Atto II
Il fratello di Leonora, don Carlo, deciso a vendicare la morte del padre, è alla ricerca dei due amanti. Si spaccia per uno studente agli occhi degli avventori di un’osteria, tra i quali si trova la stessa Leonora che, travestita da uomo, si sta dirigendo al Monastero della Vergine degli Angeli. Dal racconto di don Carlo Leonora scopre che don Alvaro, creduto morto, è ancora in vita. Giunta al monastero, la giovane chiede un colloquio al padre guardiano, cui rivela la propria identità e il desiderio di espiazione. Constatando la fiduciosa costanza di Leonora, acconsente al volere di lei e, consegnatole un saio, chiama a raccolta i monaci che, maledicendo chi oserà infrangere l’anonimato di lei, si rivolgono in coro alla Madonna.
Atto III
Siamo in Italia, vicino a Velletri. Don Alvaro è capitato nei granatieri spagnoli e, non potendo sopportare oltre le sue sventure, spera di trovare la morte in battaglia. Ad un tratto, sente il lamento di un soldato in difficoltà, accorre in suo aiuto e gli salva la vita: l’uomo altri non è che don Carlo, che però non riconosce il giovane indio. I due si giurano eterna amicizia. L’indomani, tuttavia, Alvaro stesso cade ferito e viene trasportato da don Carlo. Alvaro morente affida a Carlo una valigia con un plico sigillato contenente un segreto che non dovrà mai essere rivelato: alla sua morte il plico dovrà essere bruciato. Carlo giura di farlo, ma una volta solo, apre la valigia, dentro la quale trova un ritratto di sua sorella Leonora: vedendo confermati i propri sospetti, sfida don Alvaro a duello. I due hanno già incrociato le spade quando sopraggiunge la ronda: Alvaro scappa in un monastero.
Atto IV
Nei pressi del Monastero degli Angeli il frate Melitone  distribuisce la minestra ai poveri. Questi rimpiangono l’assenza del padre Raffaele, il nome scelto da don Alvaro al momento dell’entrata in monastero. Lo stesso padre Raffaele è richiesto da don Carlo che, scoperto il nascondiglio di don Alvaro, lo sfida nuovamente a duello. In un primo momento don Alvaro rifiuta il confronto ma, sentendosi chiamare codardo e mulatto, si prepara ad incrociare nuovamente il ferro con lui. Presso la grotta dove si è ritirata, Leonora, piange il proprio destino, quando sente improvvisamente dei rumori nelle vicinanze: chi la richiama è proprio don Alvaro che, avendo ferito don Carlo a morte, cerca un confessore per dare all’agonizzante gli ultimi conforti. Terrorizzata, Leonora chiama aiuto ma, inaspettatamente riconosciuta dal giovane, si accinge a ricongiungersi con lui. Messa a parte del ferimento di don Carlo, tuttavia, si precipita da lui che, ancora ossessionato dal desiderio di vendetta, la pugnala. Raggiunta dal padre guardiano, Leonora spira tra le braccia di don Alvaro, augurandosi di ritrovarlo in cielo. Egli, rimasto definitivamente solo sulla terra, maledice ancora una volta il proprio destino.
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